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Mercoledì, 22 Novembre 2017 14:18

Chiarimento sulla corretta applicazione delle tariffe Ta.R.I. In evidenza

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Si informa la cittadinanza che gli avvisi Ta.r.i. non contengono la doppia quota variabile !!

Di seguito si mette a conoscenza della normativa :  

Con l’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18/10/2017 è venuta a galla una problematica sulla corretta applicazione delle tariffe della Ta.R.e.S/Ta.R.I che, sinceramente, non pensavamo potesse essere interpretata in maniera diversa.

Il richiedente lamenta che diversi Comuni italiani hanno stilato tariffe Ta.R.e.S/Ta.R.I. ad uso domestico, a partire dall’anno 2013 (in sostituzione della Ta.R.S.U.), errate.

Come ormai noto, l’Ente può adottare diversi sistemi di tariffazione, fermo restando la distinzione della tariffa in base alla qualità e/o quantità del rifiuto prodotto.

La maggior parte dei Comuni ha così adottato, a partire dall’anno 2013, la tariffazione secondo il “metodo normalizzato”, meglio conosciuto come “metodo Ronchi”, il quale prevede la composizione della tariffa domestica in due voci: una quota “fissa”, che deve essere moltiplicata per i mq. soggetti ad imposta, e una parte variabile ad importo “secco”, da NON moltiplicare per i mq., differenziata in base ai componenti del nucleo familiare (più sono i componenti della famiglia, più alta sarà questa quota).

E’ evidente, che quest’ultima, “colpendo” il nucleo familiare, vada applicata una sola volta per ogni unità abitativa (e relative pertinenze), indipendentemente dai mq. oggetti del tributo, sia che essi siano formati da un solo appartamento di 125 mq. e/o da un appartamento di 100 mq e da due pertinenze rispettivamente da 10 mq e da 15 mq.

Le categorie tariffarie del nostro applicativo prevedono infatti 6 categorie domestiche (da 1 a 6 occupanti), composte dalla quota fissa al mq + la quota variabile sul nucleo familiare, e 6 categorie pertinenziali (da 1 a 6 occupanti), composte dalla SOLO quota fissa al mq.

In conclusione, per ulteriore chiarezza, alleghiamo un esempio dettagliato:

Tariffa 3 occupanti (€ 0,89 al mq + € 200,00 sul nucleo familiare)

  • Contribuente con un appartamento di mq. 125 pagherà: (125 x 0,89) + 200,00 = Euro 311,25
  • Contribuente con un appartamento 100 mq. + 10 mq di cantina + 15 mq di garage pagherà: (100 x 0,89 + 200,00) + (10 x 0,89) + (15 x 0,89) = Euro 311,25

Per i Comuni che invece non avessero adottato il “metodo normalizzato”, ma che hanno mantenuto una tariffazione “SOLO a mq” (la norma lo consente), il problema non si pone, dato che il discriminante oggetto dell’interrogazione è la “quota familiare” applicata più volte.

Con l’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18/10/2017 è venuta a galla una problematica sulla corretta applicazione delle tariffe della Ta.R.e.S/Ta.R.I che, sinceramente, non pensavamo potesse essere interpretata in maniera diversa. Il richiedente lamenta che diversi Comuni italiani hanno stilato tariffe Ta.R.e.S/Ta.R.I. ad uso domestico, a partire dall’anno 2013 (in sostituzione della Ta.R.S.U.), errate. Come ormai noto, l’Ente può adottare diversi sistemi di tariffazione, fermo restando la distinzione della tariffa in base alla qualità e/o quantità del rifiuto prodotto. La maggior parte dei Comuni ha così adottato, a partire dall’anno 2013, la tariffazione secondo il “metodo normalizzato”, meglio conosciuto come “metodo Ronchi”, il quale prevede la composizione della tariffa domestica in due voci: una quota “fissa”, che deve essere moltiplicata per i mq. soggetti ad imposta, e una parte variabile ad importo “secco”, da NON moltiplicare per i mq., differenziata in base ai componenti del nucleo familiare (più sono i componenti della famiglia, più alta sarà questa quota). E’ evidente, che quest’ultima, “colpendo” il nucleo familiare, vada applicata una sola volta per ogni unità abitativa (e relative pertinenze), indipendentemente dai mq. oggetti del tributo, sia che essi siano formati da un solo appartamento di 125 mq. e/o da un appartamento di 100 mq e da due pertinenze rispettivamente da 10 mq e da 15 mq. Le categorie tariffarie del nostro applicativo prevedono infatti 6 categorie domestiche (da 1 a 6 occupanti), composte dalla quota fissa al mq + la quota variabile sul nucleo familiare, e 6 categorie pertinenziali (da 1 a 6 occupanti), composte dalla SOLO quota fissa al mq. In conclusione, per ulteriore chiarezza, alleghiamo un esempio dettagliato: Tariffa 3 occupanti (€ 0,89 al mq + € 200,00 sul nucleo familiare)  Contribuente con un appartamento di mq. 125 pagherà: (125 x 0,89) + 200,00 = Euro 311,25  Contribuente con un appartamento 100 mq. + 10 mq di cantina + 15 mq di garage pagherà: (100 x 0,89 + 200,00) + (10 x 0,89) + (15 x 0,89) = Euro 311,25 Per i Comuni che invece non avessero adottato il “metodo normalizzato”, ma che hanno mantenuto una tariffazione “SOLO a mq” (la norma lo consente), il problema non si pone, dato che il discriminante oggetto dell’interrogazione è la “quota familiare” applicata più volte.
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